Suore Figlie della Carita'

La storia della presenza a Trani delle Suore Figlie della Carità della provincia di Napoli inizia nel 1860 poiché ricerche storiche fanno risalire al 12 agosto di quell’ anno la venuta in città delle Religiose, accolte in forma solenne e festosa. Il loro ministero si svolgeva insegnando nelle scuole elementari e nell’asilo e prestando la propria opera nell’ospedale Civile, contribuendo attivamente alla formazione morale, spirituale e religiosa intere generazioni, sempre privilegiando la cura dei poveri e in particolare delle fanciulle orfane e derelitte.

Amministravano varie Opere Pie di cui facevano parte, oltre all’ospedale Civile, anche gli istituti “Conservatorio S. Lorenzo” , “Orfanotrofio Suppa – Pagano” e “Asilo Infantile Umberto I”, poi disciplinati dalla Legge 17 Luglio 1890, n. 6972, sulle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza.

In tali istituzioni le Figlie della Carità prestarono la loro opera educativa e assistenziale per lungo tempo, ma il primo documento ufficiale rinvenuto, che regola specificamente i rapporti tra le Suore e le Opere Pie, è costituito dalla Convenzione firmata in data 20 Aprile 1958 e recepita dall’Amministrazione delle Opere Pie Riunite con propria deliberazione n. 39 del 2 maggio 1958.

Con tale Convenzione, viene affidata alla Comunità delle Figlie della Carità la direzione interna degli Stabilimenti suddetti, vengono fissati i compiti e le mansioni nonché i diritti e i compensi spettanti alle Religiose e vengono previsti gli altri vari aspetti relativi alla gestione dei servizi.

Detta Convenzione, di iniziale durata biennale, restò ininterrottamente in vigore per tacito rinnovo.

Successivamente, a seguito dell’erezione dell’Ente Morale dell’Ospedale Civile, quest’ultimo si stacco dalle altre Opere Pie anzidette (“ S. Lorenzo”, “Suppa – Pagano”e “Umberto I”), che continuarono ad operare in ambienti unici ma conservando personalità giuridica propria e bilanci separati, rette da un commissario straordinario Prefettizio il quale, tra i primi suoi atti (vedi delibera commissariale n. 1 del 19 Aprile 1973), determinò ufficialmente un corrispettivo da corrispondere alle Religiose per le spese di mantenimento e sostentamento delle ragazze minori assistite negli istituti “Conservatorio S. Lorenzo” e “Orfanotrofio Suppa – Pagano” ragguagliandolo all’80% del gettito delle rette giornaliere di ricovero.

Seguì un periodo di gestione commissariale (anni 1975 – 1977) affidata ad un Funzionario nominato dalla Regione Puglia, per giungere poi alla nomina di un vero e proprio Consiglio di Amministrazione, composto dal Presidente e quattro membri (sempre con direzione interna affidata alle Suore).

Con decorrenza dal 1° gennaio 1978, il Consiglio di Amministrazione, con propria deliberazione n.40 dell’ 8 giugno1978, provvide a modificare, previo schema d’ intesa sottoscritto tra le parti, l’impostazione data dal commissario Prefettizio con la citata delibera n.1 del 1973 riducendo la misura del corrispettivo dall’80% al 65% e confermando che le rette giornaliere di ricovero, quanto alla loro entità, erano quelle stabilite dalla Legge Regionale della Puglia n.40 del 27/12/1977. Le Figlie della Carità , da parte loro, dichiaravano di mettere a disposizione dell’ Amministrazione, in uso gratuito, i locali di proprietà del proprio Ordine, attigui e contigui alla porzione di fabbricato di proprietà del proprio ordine delle Opere Pie, per meglio provvedersi allo svolgimento dei servizi istituzionali.

Tali nuove modalità di regolamento dei rapporti andavano ad integrare la Convenzione esistente dal 1958, sopra richiamata.

Al suddetto Consiglio di Amministrazione subentrò, nella primavera del 1983, un nuovo Consiglio presieduto dall’ Avv. Vito Brudaglio di Trani che durò in carica per circa due anni, dopo che fu sciolto a causa delle dimissioni di vari componenti rendendo necessaria la nomina di un Commissario Straordinario nella persona dello stesso Avv. Burdaglio, che tuttora, in tale qualità, regge le Opere Pie Riunite di Trani.

Infine, la Congregazione delle Figlie della Carità, per motivi di Comunità, determinò di ritirarsi dalle Opere Pie e, con le lettere del 5 luglio e 20 agosto 1982, provvide a disdettare la convenzione esistente, lasciando effettivamente il servizio il 30 giugno 1983.